© Matilde Gattoni

Realizzato lungo le coste di Ghana, Togo e Benin, “Ocean Rage” mostra le devastanti conseguenze ambientali e sociali che il cambiamento climatico sta avendo sulle comunità costiere dell’Africa occidentale.

L’erosione incontrollata, causata del riscaldamento globale e dell’innalzamento del livello del mare, sta cancellando fino a 36 metri di costa l’anno lungo più di 7.000 chilometri di litorale, dalla Mauritania al Camerun, con pesanti effetti sulla vita di decine di milioni di persone. Mentre i governi locali provano a mettere in salvo città e complessi industriali, migliaia di villaggi vengono abbandonati a se stessi, spingendo verso l’estinzione culture e stili di vita millenari.

Un tempo punteggiata da prosperi centri di pescatori, la costa di Ghana e Togo è oggi un’infinita sequenza di città fantasma e di edifici cadenti, inghiottiti dal mare in poco più di vent’anni. Spazzando via abitazioni, luoghi di culto e piantagioni, il cambiamento climatico sta distruggendo anche i mezzi di sussistenza, l’identità e il tessuto sociale di intere comunità, mettendo in serio pericolo il futuro di tutto il continente. Lungi dall’essere un caso isolato, i problemi che affliggono l’Africa occidentale sono l’anteprima di quello che l’umanità intera dovrà affrontare se non troveremo presto un equilibrio tra progresso e tutela ambientale.

In un mondo dove il benessere è sempre più sinonimo di urbanizzazione e consumismo, natura e comunità tradizionali vengono sistematicamente sacrificate sull’altare della modernità. Risolvere questo paradosso richiede una revisione completa delle nostre priorità. I paesaggi lunari di “Ocean Rage” non sono perduti per sempre, ma sono il risultato di scelte che possiamo cambiare.

Matteo Fagotto

Ocean Rage
un progetto di Tandem Reportages
con fotografie di Matilde Gattoni e testi di Matteo Fagotto
mostra a cura di Photo Op

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Data / Ora
11/11/2017 - 19/11/2017
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Luogo
Ex Macello

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