{"id":35732,"date":"2019-10-15T18:16:00","date_gmt":"2019-10-15T16:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/newurl.com\/news\/claudia-amatruda-vista-renata-ferri\/"},"modified":"2019-10-15T18:16:00","modified_gmt":"2019-10-15T16:16:00","slug":"claudia-amatruda-vista-renata-ferri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luganophotodays.ch\/en\/news\/claudia-amatruda-vista-renata-ferri\/","title":{"rendered":"Claudia Amatruda vista Renata Ferri"},"content":{"rendered":"<p><strong>Claudia Amatruda sar\u00e0 ospite di LuganoPhotoDays gioved\u00ec 17 ottobre per una serata, moderata da Giovanni Pellegri (L&#8217;ideatorio USI).<br \/>\nLa conferenza di presentazione del libro Naiade&nbsp;\u00e8 organizzata con il supporto di Fondazione IBSA per la ricerca scientifica e in collaborazione con Associazione Malattie Genetiche Rare Svizzera Italiana.<br \/>\nDurante la serata sar\u00e0 possibile acquistare il <a href=\"\/prodotto\/claudia-amatruda-naiade\/\">libro Naiade<\/a>.<\/strong><\/p>\n<h2>Renata Ferri scrive di Claudia Amatruda e del suo libro Naiade<\/h2>\n<p>Un libro prezioso, perch\u00e9 la storia \u00e8 importante. \u00c8 la storia di una malattia, o meglio di una vita, quella di <a href=\"\/en\/events\/claudia-amatruda\/\">Claudia Amatruda<\/a>.<br \/>\nClaudia \u00e8 una donna giovane e bella, intensa. Ha grandi occhi azzurri spalancati. Quando ti guarda, non puoi fare altro che abbassare lo sguardo, perch\u00e9 il suo \u00e8 potente. Come lo sono le parole che scandisce con l\u2019accento del sud: nette, precise, essenziali. Non usa aggettivi, non gira intorno alle cose. Ti racconta la sua malattia misteriosa, rara, incurabile, mentre ti fissa calma.<br \/>\nIl lavoro lo ha voluto intitolare Naiade \u2013 le Naiadi nella mitologia greca erano divinit\u00e0 dell\u2019acqua, immortali e benefiche nel loro fluire \u2013 \u00e8 questo a cui aspira la Naiade Claudia?<br \/>\n\u201cSembro una ragazza sana, normale e attiva\u201d: nel testo che accompagna il libro che raccoglie la sua esperienza si presenta cos\u00ec. Tutto vero. Sana lo \u00e8, perch\u00e9 \u00e8 consapevole. Normale anche, perch\u00e9 \u00e8 capace di prendere in mano un destino difficile. Attiva senza dubbio: ogni giorno combatte corpo a corpo contro un nemico ignoto e invisibile per vivere la vita.<\/p>\n<p>\u00c8 bello pensare che la fotografia possa salvare la vita. Soprattutto per chi, come Claudia Amatruda, ama l\u2019una e l\u2019altra. E ne \u00e8 consapevole. L\u2019autrice affronta la malattia e ne trae ispirazione poetica, costruendo fotogramma dopo fotogramma il suo mondo. Al centro, c\u2019\u00e8 il suo corpo, ci sono porzioni di epidermide e arti contratti nella morsa del dolore. C\u2019\u00e8 il suo volto, che osserva ognuno di noi senza fare domande mentre attende la nostra attenzione. Ci sono dettagli, molte sedie e corridoi, lenzuola di tanti letti disfatti, di tanti ospedali abitati. E la forma dell\u2019acqua, di una piscina o di un mare in tempesta, che tutto lava e tutto spazza via. Come una contemporanea Naiade, la protagonista rappresenta il proprio corpo immerso, fluttuante, liberato mentre la fotografia diventa strumento catartico per la narrazione dell\u2019esperienza.<br \/>\nIl corpo per la fotografia \u00e8 una magnifica, ma pericolosa ossessione. Nell\u2019immagine spesso cede alla teatralizzazione o, quando malato, alla manifestazione drammatica del dolore. Amatruda, lo sa, non cade in tentazione. Il volume \u00e8 attraversato da una poetica sobria, la punteggiatura \u00e8 delicata. L\u2019autrice non vuole scioccare, neppure gridare. Il suo racconto scorre sottovoce, incede per pochi essenziali momenti. Le immagini floreali e il colore, distillato con cura, segnano il percorso senza sbalzi d\u2019umore. La natura \u00e8 pura e il corpo ferito e violato si incastona tra le pagine senza mai turbare. Non \u00e8 pudore. \u00c8 sensibilit\u00e0. Attraverso una successione d\u2019immagini, aneddoti fotografici, ci avviciniamo cos\u00ec al senso, tutto autobiografico, di una storia umana da leggere come un romanzo. Claudia Amatruda parla in prima persona, ci osserva mentre ci accompagna nella narrazione. Si spoglia davanti a noi e per noi, le membra nude e inermi attraversano la metamorfosi del racconto fino all\u2019ultima pagina. Autoritratto dopo autoritratto, rende percepibile l\u2019invisibilit\u00e0 del dolore. Con quale vera, ultima intenzione? \u201cLa fotografia\u201d, ha scritto \u201cmi sta salvando la vita\u201d. La risposta \u00e8 tutta qui.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Renata Ferri<br \/>\n3.10.2019<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un libro prezioso, perch\u00e9 la storia \u00e8 importante. \u00c8 la storia di una malattia, o meglio di una vita, quella di Claudia Amatruda. (Renata Ferri)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":35524,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"give_campaign_id":0,"footnotes":""},"categories":[1231],"tags":[1280,1281,1282,1283,1284,1285,1286,1287,1288],"class_list":["post-35732","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-luganophotodays-2019-en","tag-associazione-malattie-genetiche-rare-della-svizzera-italiana-en","tag-claudia-amatruda-en","tag-conferenza-en","tag-crowdfunding-en","tag-fondazione-ibsa-per-la-ricerca-scientifica-en","tag-ibsa-en","tag-libro-en","tag-naiade-en","tag-renata-ferri-en"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.luganophotodays.ch\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35732","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.luganophotodays.ch\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.luganophotodays.ch\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luganophotodays.ch\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luganophotodays.ch\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35732"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.luganophotodays.ch\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35732\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luganophotodays.ch\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35524"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.luganophotodays.ch\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35732"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luganophotodays.ch\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35732"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luganophotodays.ch\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35732"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}