© Martin Harvey / WWF-Canon

Il bracconaggio di per sé è un male, ma in più si aggiunge all’estinzione delle specie già in atto. Ogni anno migliaia di animali protetti vengono uccisi e il trend non tende a diminuire: basta vedere i ritrovamenti di carcasse di elefanti o la merce che gira sulle bancarelle dei mercati asiatici.

Il commercio illegale di animali e piante è esploso per soddisfare la crescente domanda di vari prodotti come avorio, corna di rinoceronte e prodotti di tigre. Prodotti ricercati soprattutto sul mercato asiatico. Controllata da organizzazioni criminali, le specie selvatiche sono trafficate come droghe o armi. I criminali spesso operano impunemente, rendendo il commercio un’attività a basso rischio/alto profitto. Oggi, è il quarto commercio illegale più redditizio al mondo. Si stima che raggiunga un fatturato fino a 20 miliardi di dollari all’anno.

Il WWF si impegna da oltre 50 anni nella conservazione delle specie, combattendo il bracconaggio sul campo:

  • collabora con i funzionari doganali per debellare il contrabbando;
  • sostiene gli sforzi dei ranger per combattere contro i bracconieri;
  • fa pressione, affinché gli Stati creino leggi – o leggi più severe – per vietare i prodotti derivati da animali (o piante) a rischio estinzione.

Informazioni pratiche

  • Relatore: Doris Calegari, Senior Manager e esperta di Wildlife presso il WWF Svizzera
  • Lingua: italiano
  • Durata: 45 minuti

Data / Ora
16/10/2018
18:15 - 19:00

Luogo
Ex Macello

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