Salvare gli oranghi di Alain Schroeder

Vincitore del concorso Wildlife & Nature 2019

Questa serie documenta il comportamento incongruo tra l’uomo e l’ambiente a Sumatra, in Indonesia. Da un lato l’uomo distrugge le foreste vergini, ferendo e uccidendo animali, mentre dall’altro lato fa tutto il possibile per salvarli. Un giorno, un orangotango viene trovato accecato da 74 ferite da proiettili ad aria compressa, e il giorno dopo un chirurgo viaggia a metà del pianeta per salvarlo.
L’orangotango di Sumatra in Indonesia è gravemente minacciato dall’incessante e continuo impoverimento e frammentazione della foresta pluviale.  Mentre le piantagioni di palma da olio e gomma, il taglio di legname, la costruzione di strade, l’estrazione mineraria, la caccia e altri sviluppi continuano a proliferare, gli oranghi sono costretti a lasciare il loro habitat naturale della foresta pluviale.
Organizzazioni come l’OIC (Orangutan Information Center) e il loro team di risposta immediata HOCRU (Human Orangutan Conflict Response Unit), soccorre gli oranghi in difficoltà (persi, feriti, prigionieri…) mentre il SOCP (Sumatran Orangutan Conservation Programme) si occupa della riabilitazione e della risocializzazione degli oranghi nella loro struttura medica appositamente costruita per reintrodurli in natura e per creare nuove popolazioni autosufficienti e geneticamente vitali nelle foreste protette.
Che condividiamo il 97% del nostro patrimonio genetico con gli oranghi sembra ovvio quando si osserva il loro comportamento simile agli umani. Oggi, con poco più di 14’000 esemplari rimasti, l’orangotango di Sumatra (Pongo Abelii) e gli 800 esemplari della specie di Tapanuli (Pongo tapanuliensis), recentemente scoperta, sono elencati dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

Esposizione fotografica composta da 12 fotografie a colori.

Apertura: controllare gli orari

Data / Ora
12/10/2019 - 27/10/2019
10:00 - 18:30

Luogo
Ex Macello

Categorie